BADIA A CONEO

Non sai cosa vedere di particolare in Toscana?

No problem! Oggi ti porto in un luogo bellissimo, immerso nella campagna toscana, precisamente in quella di Colle Val d’Elsa (SI).
E’ antichissimo, ma te lo dico subito, c’è una nota dolente: è abbandonato.

Ma è il posto giusto se: 

  1. ti piace camminare, perchè qui siamo esattamente dove la Via Francigena incontra quella Volterrana;
  2. se ami l’architettura romanica; 
  3. se sei affascinat* dai luoghi abbandonati 
  4. se ami la fotografia. 

Si tratta di Badia a Coneo. Era un’abbazia benedettina, poi vallombrosana, intitolata a Santa Maria Assunta.
eccoti le indicazioni stradali per raggiungerla.

Un po’ di Storia…

Risale all’inizio dell’ XI secolo e prevedeva anche un monastero, un ospedale e un mulino oggi non più esistenti.

Tra il ‘200 e il ‘300, l’abbazia ha un ruolo importantissimo nella società colligiana tanto che i suoi membri le donano molti beni. 

Pensa che nel 1254 l’abbazia aiuta economicamente il vescovo volterrano indebitato con i banchieri senesi ma ciò nonostante l’abbazia, col tempo si riprende grazie alle ingenti rendite.

Ma tra il ‘400 e il ‘500 l’abbazia inizia a perdere colpi e pertanto viene data in commenda. Ma come spesso accade in questi casi, non è un’ottima idea. Infatti gli stessi documenti raccontano di come il commendatario non si occupasse di curare l’edificio né tantomeno i suoi monaci.

Nel XVI secolo il commendatario era il Cardinale Paolo Farnese, il futuro Papa Paolo III.

Alla fine, nel 1592, la chiesa entra a far parte della diocesi di Colle Val d’Elsa e viene elevata a pieve.

Ma l’aspetto della chiesa non è stato sempre questo.

Infatti nel XVIII secolo decidono di attuare un restauro in stile barocco, elementi questi, che poi, che vengono eliminati nel restauro dei primi anni ’20 del ‘900 proprio con lo scopo di riportare l’edificio al suo stile originale: cioè romanico

Purtroppo oggi l’abbazia, a causa dello spopolamento delle campagne e per la diminuita pratica religiosa,  è quasi sempre chiusa e perciò visitarla all’interno è molto difficile. 

Ho provato a contattare la diocesi ma i numeri che ho trovato non sembrano più attivi. Ma pare che nel periodo di Pasqua ci sia la possibilità di trovarla aperta….indagherò meglio!

Ma non scoraggiarti, anche l’esterno ha molto da offrire!

 

Interno

Non sono mai stata all’interno e secondo alcune guide un po’ datate dovremmo trovare due capitelli con i famosi oranti, altri decorati con motivi vegetali e un tabernacolo del XV secolo. 

 

Esterno

Nella parte inferiore della facciata puoi vedere degli archetti ciechi che si appoggiano a delle semicolonne, mentre sotto l’arcata centrale si apre il portale.
I capitelli sono decorati con leoni, teste umane.

La parte superiore della facciata, invece, è stata molto rimaneggiata: un tempo doveva esserci una bifora e sul tetto c’era un campanile a vela

Sulla destra c’è un arco di accesso ad un piccolo cortile dove un tempo c’era il monastero e altri edifici. Alla sinistra dell’arco vedi un capitello semplice con raffigurato un uccello, forse un corvo. Mentre su quello di destra sono scolpiti Adamo ed Eva separati dall’albero del peccato. 

L’unico lato visibile è quello a sinistra o a settentrione se vogliamo essere pignoli. A livello del transetto sinistro appunto,  in un’epoca imprecisata viene addossata una costruzione oggi ridotta a rudere. Lungo questo fianco della chiesa si aprono tre monofore ed è decorato sempre con archetti pensili e teste umane, anche l’abside, sul retro, e il tiburio ottagonale hanno la stessa decorazione. Al di sopra di queste c’è una bellissima cornice decorata con foglie e racemi che è stata definita:

«incerta nell’intaglio, ancora più arcaicizzante di quella della più antiquata maestranza di Sovana»

Insomma, un gioiellino, no? 😉