Particolare piazza del campo, sotto palazzo pubblico una scopa da netturbino appoggiata ad un colonnino

Manco a dirlo, il personaggio della Befana l’abbiamo ereditato dai Romani. Questi, nelle dodici notti che seguivano il solstizio invernale, si dedicavano alle celebrazioni per la nascita della natura duranti le quali misteriose figure femminili, guidate da Diana, volavano sui campi per renderli più fertili. Un’altra ipotesi vuole che le donne volanti fossero guidate da Sàtia, una divinità minore legata alla sazietà (che forse ci si auspicava di avere durante l’inverno!).

In base ad alcune teorie, il nome dovrebbe provenire dalla corruzione lessicale di epifáneia, che in greco significa “manifestazione”, che poi diventò bifanìa e befanìa.
La manifestazione si riferisce ad un’antica tradizione cristiana del II secolo d.C. dove si riteneva che Dio si fosse incarnato, quindi manifestato, in Gesù il giorno del suo battesimo e non il giorno della nascita. 

Invece gli stracci vecchi che indossa la Befana si riferiscono all’anno ormai consumato, vecchio.
In zone dell’Austria e della Germania, proprio dodici giorni dopo Natale, si festeggia “Perchta” o “Berchta” anche lei vestita di stracci ma qui simboleggia la povera e poco generosa natura invernale. 

Mentre la scopa sarebbe un simbolo di purificazione, di pulizia e di rinascita.

L’ uso di appendere la calza deriva dalla forma che assumono i sacchi pieni e logori dopo essere stati appesi, risultano appunto così deformati da sembrare dei calzettoni. Il peso, in questo caso, sarebbe dovuto ai doni che porta la  Befana. Questa tradizione potrebbe derivare da Strenia, divinità romana, simbolo del nuovo anno, celebrata con i tradizionali scambi di doni augurali (“strenne”) durante i Saturnalia che si svolgevano tra il 17 e il 23 dicembre in onore del dio Saturno e precedevano il giorno del Sol Invictus (festa del solstizio invernale “Dies Natalis Solis Invicti” ovvero “Giorno di nascita del Sole mai sconfitto”).


Il Cristianesimo condannava i riti pagani accusandoli di essere influenzati da Satana, pertanto, viste le sue origini, la Befana fu associata alla figura di una strega poi anche Halloween ci mise del suo!

Inoltre la Chiesa cercò di cristianizzare la festa associando la vecchina ai Magi. In particolare si racconta che questi incontrarono la vecchina e cercarono di convincerla ad andare con loro a far visita a Gesù Bambino,  ma questa rifiutò. Pentitasi della cosa, da allora, la Befana vagherebbe di casa in casa a consegnare doni agli altri bambini, sperando così di espiare la sua colpa.

Foto di Massimo Pianigiani